Povertà diverse - Associazione La Speranza

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Povertà diverse

Gli ospiti

Povertà operosa

La poverta, anche quella estrema, è  meno tragica quando si accompagna a iniziativa, buon senso e buona volontà. Molti di quelli che vivono sulla strada hanno queste doti preziose e si sforzano di indossare la veste dignitosa dell'autosufficienza. Nel nostro Centro abbiamo persone che non vivono di sola elemosina, perchè all'accattonaggio antepongono la propria iniziativa, offrendo lavoretti a prezzo conveniente senza usare la prepotenza dei lavavetri. Sono piccoli lavori come il  banchetto di libri usati, la pulizia di una cantina, il taglio di una siepe.
Questa gente non ti chiede mai la monetina, ma qualche vecchio libro da vendere o un tappeto da sbattere sulla terrazza condominiale. E' una povertà "operosa" che non vuole pesare sulla società. E' anche una povertà generosa, sempre pronta ad aiutare gli altri poveri se sono ancora più poveri  Aiutare questa gente è assolutamente doveroso e  non è neppure difficile. Il volontario deve solo cogliere l'occasione e segnalare le opportunità al momento opportuno.

... e povertà oziosa


Ma esiste anche la povertà della degradazione. E' la povertà dell'ignavo, della persona che vive nell'esclusione,  nell'abbandono e nella solitudine più assoluta non solo per sfortuna, ma anche per la totale incapacità di partecipazione e di coinvolgimento. La persona che sviluppa un atteggiamento così indolente non concepisce la fatica e il lavoro come mezzi di riscatto, ma solo come ingiusta condanna e se ne sente vittima, perchè lasciata a se stessa dalla Provvidenza. Non si rende conto che la Provvidenza provvede sì a tutti gli uccelli del cielo, ma non porta il cibo nel loro nido, tanto per citiare un proverbio africano !
Il nostro Centro non fa eccezione. Anche da noi sono numerosi gli ospiti che rifiutano per principio di contribuire alla propria sopravvivenza e ritengono l'elemosina un dovere sociale. Aiutare queste persone è molto difficile, perchè non si aiutano e non ti aiutano. Tuttavia, neanche la povertà "oziosa"  può essere lasciata a sè stessa. Ricordiamo un altro proverbio: se dai un pesce all'affamato lo sfami, ma se gli insegni a pescare lo liberi dalla fame per sempre.
Per il volontario la povertà oziosa è semplicemente una sfida più grande. Una sfida che gli impone il lento e paziente  lavoro di far rinascere la speranza perduta.



 
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