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La bacheca > Diario di un Senza Dimora

Martedì, 25marzo   

Sono riuscito a sonnecchiare,  svegliandomi però verso le cinque.   Pochi secondi, giusto per rendermi conto di dove mi trovavo. Forse soffro di una lieve claustrofobia: attraverso il vetro posteriore, il soffltto del parcheggio mi è sembrato molto basso, opprimente. Sono risalito in casa. Non volevo assolutamente correre il rischio di farmi sorprendere dal vicino mentre dormivo in macchina. Mi sono fatto una doccia e ho cominciato a preparare i bagagli. Ci vuole un certo metodo per valutare quello di cui posso aver bisogno. La cosa fondamentale, la preoccupazione numero uno è, a ragion veduta, di non essere scambiato per uno che dorme in strada. Per questo, sistemo accuratamente nella prima valigia i miei due completi classici e verifico che il nastrino dell'Ordine al Merito compaia ben evidente all'occhiello delle due giacche. Sui completi, le tre camicie bianche in buono stato e due cravatte, che non porto mai, ma che d'ora in poi potranno servire.  
Devo cominciare a fare attenzione ai segni esteriori della rispettabilità e badare a vestirmi da bravo borghese. Accanto, il mio unico paio di scarpe presentabili e alcune paia di calzini. Nella seconda valigia, la biancheria e una piccola borsa da ginmastica con gli oggetti da toilette. Quest'ultima sarà il grosso problema. Porto le due valigie in garage e le sistemo nel cofano. È spazioso, sarà facile spostarle e aprirle.  Così il cofano si è trasformato in un piccolo armadio, diciamo un cassettone fine secolo XX. L'intemo dell’auto fa le veci del guardaroba: appendo cappotto e impermeabile ai ganci previsti allo scopo.  Tutto è pronto, o quasi. Mi sento come un boy-scout che si prepara alla sua prima escursione.

Dispongo di garage e appartamento sino alla fine del mese, dunque ancora per qualche giorno. Diponibilità poco allegra: in garage il soffitto basso mi angoscia; per di più, vi  aleggia un vago odore di benzina subito nauseabondo; domani o dopodomani l'appartamento sarà completamente vuoto. Faccio e rifaccio i conti e scopro di essere quasi ricco: ho tremila euro sul libretto di risparmio, un po' meno di mille sul conto corrente e un assegno di quattromila in tasca; dovrei recuperare almeno mille euro di cauzione, e a fine mese arrivano i mille e cento che mi rimangono al netto del prelievo automatico a favore della mia exmoglie.


Nel pomeriggio, intendo esplorare minuziosamente i dintorni. Tra poco il mio unico problema sarà di trovare un buon posto dove parcheggiare. Fino a poco tempo fa qualche strada era ancora senza parchimetro e, con un po' di pazienza, riuscivi a posteggiare gratis; ma l’età dell' oro è finita e persino nei quartieri semicentrali intomo ai Maréchaux, o addirirttura tra i Maréchaux e la tangenziale, i dispensatori di multe ispezionano perfino le stradine più minuscole e i più microscopici vicoli ciechi.


Traduzione di Maria Gregorio
Raffaello Cortina Editore

 
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