L'origine del disagio - Associazione La Speranza

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L'origine del disagio

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Relatore Giancarlo Cursi
L'origine del disagio: da dove viene, come nasce. Perchè una persona si vede costretta a lasciare la sua terra, la sua famiglia



1. I poveri li avrete sempre con voi

C'è un errore di fondo che deve essere chiarito. Si sente spesso dire che la povertà non esiste più, che le forme di assistenza pubbliche e private sono ormai tanto diffuse da rendere soddisfatti tutti i bisogni primari.
Invece, se si analizza a fondo il fenomeno,  si deve constatare che purtroppo la povertà non ha ancora finito di assediarci, nemmeno quella primaria. Anzi, a conferma di  quanto il Signore ci ha detto duemila anni fa: "I poveri li avrete sempre con voi",  la povertà è semmai cresciuta .  Il fatto è che si tratta di un fenomeno non sempre visibile, perche nascosto dietro una dignitosa e nobile riservatezza che rifugge dall'esibire il bisogno.

2. La povertà dei mezzi di sostentamento

La povertà, invece, è certamente diversa da quella che eravamo abituati a riconoscere. Oggi è più articolata, non solo perhè i bisogni sono aumenati, ma anche perchè ci vengono proposti bisogni nuovi. Uno sviluppo economico, sempre più sfrenato e consumistico, sta infatti mettendo in difficoltà  una parte di quella piccola borghesia che un tempo riusciva a gestire il proprio menage. Cresce il numero delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Lo prova il fatto che dopo il 15 del mese in città si circola meglio.

3. La povertà della capacità di relazione

Ma non basta. Accanto alla povertà economica c'è oggi una povertà interiore fatta di solitudine, di abbandono, di disistima che ai soggetti più deboli fa gettare la spugna e li porta silenziosamente alla morte. La causa è il grande bisogno inappagato di relazione con gli "altrl". Una carenza che non non riguarda solo agli anziani, ma anche i giovani e i giovanissimi. Le famiglie oggi sono talmente assorbite dalla corsa sfrenata che impongono il lavoro, il consumo, il divertimento che non c'è mai tempo per curarsi sufficientemente degli altri familiari. Allora ecco che si cerca di porre rimedio alla disperazione con un surrogato: il rifugio nella droga e nell'alcool. Di qui, il passo  verso la strada è vicino.

4. Quanti sono
Le statistiche sono inesistenti per l'impossibilità di censire chi non possiede un domicilio stabile.Tuttavia sono state avanzate diverse stime. Solo a Roma  i senza dimora, vale a dire i senza niente, sarebbero non meno di 4.500, calcolando che tanti  sono i ricoveri di emergenza predisposti a difesa dal grande freddo e rivelatisi ancora insufficienti. Una stima attendibile ne colloca il numero intorno alle 8000 unità.

5. Chi sono

Il fenomeno è così complesso che è difficile o impossibile fornire un identikit del senza dimora. Piuttosto si potrebbe elencare una serie di soggetti con patologie diverse, tutte tragicamente gravi. Accanto al "barbone" che non si lava, non parla e non accetta le regole comuni, troviamo padri di famiglia, studenti, insegnanti, imprenditori e artisti che sperano di ritrovare la salvezza perduta e cercano un salvagente qualsiasi. Se non lo trovano, cadono in quella profonda disperazione che li porta all'isolamento e a questo punto nascono i disturbi della personalità.


6. Quale intervento è necessario
E' indispensabile dare una risposta al problema dei senza dimora, ma è soprattutto necessario dare una risposta corretta. Occorre cioè essere consapevoli che la risposta deve essere adeguata alle nuove forme di povertà. La risposta è nella qualità e nell'efficacia del servizio. Il servizio è valido quando è totalmente gratuito e generoso; è efficace quando sa capire e farsi accettare.


7. Il ruolo del volontario
In questo contesto, il servizio pubblico di assistenza cerca di arginare il disastro, ma deve fare i conti con la spersonalizzazione del rapporto e la grande carenza di mezzi. Il problema dei senza dimora è essenzialmente un problema di relazione, ed è appunto su questa carenza che si deve lavorare.
E' proprio in questo campo che il volontariato  dimostra la sua grande validità: non solo riesce a recuperare le indispensabili risorse economiche, ma mette bene a frutto la sua capacità di impostare rapporti umani di tipo familiare, di personalizzare il contatto, di restituire l'equilibrio.
Il volontariato dà e a sua volta riceve. Esso infatti è anche autoformazione, perchè attraverso di esso si raccoglie un'esperienza preziosa.


 
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