Il patrono dei senzacasa - Associazione La Speranza

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Il patrono dei senzacasa

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Il vagabondo di Dio


I "senzacasa" hanno il loro patrono ...e che patrono!

Benedetto Giuseppe Labre, uomo singolare che per il disprezzo di se, per il pregio di una estrema povertà volontaria, per la sua profonda spiritualità e per la sua scelta di vivere da pellegrino sulla strada è stato santificato ed è diventato il patrono dei “senzacasa”

Gli anni della giovinezza
Nacque il 25 marzo del 1748 ad Arnettes, Boulogne (Francia). Portato più alla vita contemplativa che al sacerdozio, desiderò ardentemente diventare monaco, ma per il suo spirito inquieto non vi riuscì.. Fu respinto dai trappisti più volte. Fece un mese di prova in un monastero certosino e poi fu giudicato non idoneo. Alla fine riuscì ad entrare come novizio nella Trappa di Sept-Fonts ma dopo 8 mesi fu obbligato a lasciare il monastero.A 22 anni prese la grande decisione: il suo monastero sarebbe stato la strada, aveva scelto cioè di diventare quello che ora definiremmo un barbone.

Gli anni del vagabondaggio

Cominciò così a viaggiare per visitare i più famosi santuari europei, fece pellegrinaggi in Germania, Francia, Spagna e Italia. Si calcola che in poco meno di 14 anni abbia percorso a piedi 30.000 chilometri!
Dormiva per strada, viveva di offerte anche se non chiedeva l'elemosina, donava ad altri poveri tutto quello che considerava superfluo. Si vestiva in maniera semplice, sulle spalle portava un sacco in cui aveva qualcosa da mangiare e le uniche cose che possedeva: un Vangelo, un breviario, il libro Imitazione di Cristo, alcuni altri libri di devozione spirituale e un crocifisso.Gli anni di Roma Nel 1977 si fermò definitivamente a Roma e si stabilì sotto un’arcata del Colosseo. In breve tempo la sua fama di uomo spirituale si diffuse nella città e i suoi consigli furono richiesti da nobili e cardinali.


Un abate che gestiva uno ospizio per vagabondi vicino alla chiesa di San Martino ai monti lo convinse tempo dopo a stabilirsi lì. I romani lo conoscevano come il pellegrino della Madonna, o il povero delle Quarantore, o il penitente del Colosseo.

La morte
Per gli stenti in cui era vissuto la sua salute aveva peggiorato. Il giorno di mercoledì santo del 1783 si sentì male nella chiesa di S. Maria ai Monti e fu trasportato nel retrobottega di un macellaio di Via dei Serpenti dove nel pomeriggio, a soli 35 anni, morì.I suoi funerali videro la presenza di una enorme folla di ogni stato sociale. Tanta era l'affluenza nella chiesa di Santa Maria ai Monti che non fu possibile la celebrazione degli uffici della settimana santa. Iimmediatamente i romani, molti dei quali lo dileggiavano quando era in vita, cominciarono a invocarne l'intercessione, ricevendone numerosi miracoli.

La canonizzazione

La sua fama di santità si diffuse rapidamente in tutta Europa. con altrettanta sorprendente rapidità ebbe inizio il processo di beatificazione a meno di un anno dalla sua morte. Fu beatificato il 20 maggio 1860 e canonizzato l' 8 dicembre 1881. La sua festa ricorre il 16 aprile.(Fonte Wikipedia)


 
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