Gli ospiti nelle interviste - Associazione La Speranza

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Gli ospiti nelle interviste

Gli ospiti

Vi pfesentiamo i nostri ospiti attraverso un piccolo floroilegio di interviste da noi considerate particolarmente significative. Per rispettare la riservatezza, esse sono state mantenute anonime. Sono tratte da conversazioni spontanee tenute con gli ospiti, ai quali piace sempre raccontare di se stessi.  I nomi sono fittizi, ma le storie sono vere o per lo meno sono state da noi percepite come vere. La vita di queste persone ci colpisce sempre, costringendoci a chiederci se abbiamo sufficiente impegno e se facciamo il possibile per realizzare una autentica solidarietà.



Praticare una autentica solidarietà non è una cosa facile, perchè l'aiuto non può essere solo materiale. E' soprattutto una questione di sintonia e di condivisione.
Ricordiamo le parole di Jaques Dupont: "Le azioni finiscono con questo mondo, nel mondo futuro resterà solo l'amore con il quale sono state fatte".  
Se ne abbiamo la possibilità, cerchiamo il modo per portare un concreto sostegno a chi è svantaggiato. Chi può è pregato di contattarci.



1)  Il professore in pensione senza...pensione
Viene al Centro con regolarità, saluta con spirito cordiale, si mette in fila per prenotarsi il posto alla colazione  senza spintonare nessuno, parla con toni pacati e chiede "permesso" anche quando entra in refettorio. Non lo abbiamo mai visto nervoso, scontento o preoccupato, anzi, la sua visione delle cose è così serena che riesce a comunicare la sua cordialità agli altri ospiti.

Buon giorno, Mariano, come stai ? Sei sempre ben vestito, curato nell'aspetto e di buon umore. Ti senti  di raccontarmi come mai ti trovi qui ?
Non ho più i mezzi per sostenermi pienamente. Non ho lavorato abbastanza per riscuotere una pensione e quindi vivo con la pensione sociale che basta appena a pagare una camera in affitto.
Cosa è successo ?
Ero professore di un liceo privato, insegnavo lettere, un lavoro che mi piaceva e che mi faceva vivere bene. Dopo sette anni ho avuto la sventura di scontrarmi col preside dell'Istituto sul metodo di insegnamento e sono stato messo alla porta. Da allora è stato un susseguirsi di brutte esperienze che non mi hanno consentito di ritornare a galla, anche perchè non ho una famiglia alle spalle.
Immagino che la paura e la preoccupazione per il futuro abbiano creato un grande disagio nella tua mente. Tuttavia noto che sei riuscito a mantenere una certa serenità. Come hai fatto ?
Mi sono detto che per cambiare la situazione dovevo cominciare io a cambiare per primo. Così mi sono dato all'insegnamento privato con lezioni a ragazzi in difficoltà scolastica. Non è stata una partenza brillante, ma la decisione mi ha permesso di non cadere nella devastante sindrome da mancanza di prospettive: l'ansia per il futuro! Ora vivacchio, ma, grazie a Dio non sono di peso a nessuno. Quando si perde il lavoro, si cade in una situazione di sconcerto, poi di rabbia e poi di vergogna. Consapevole di quanto sia pericoloso farsi prendere da questa spirale, ho voluto misurarmi com me stesso. Sono entrato in una dimensione "costruttiva"  che  mi ha restituito, almeno in parte, la mia dignità. Ecco perchè sono ancora sereno!   Inoltre, prendermi cura della mia persona, mantnere un po' di fiducia, guaradare il mondo con curiosità, ma senza invidia, mi fa sentire ancora una "parte rispettabile" della nostra società.
Mariano, sono veramente lieto di averti conosciuto. Tu non sei un perdente, sei uno che ha saputo vincere se stesso !  



2)Attenti al gatto e alla volpe, ... perchè l'abito fa il monaco

C'è un distinto signore di settant'anni, vivace nella mimica facciale, dal comportamento nobile,  magro, molto curato nell'aspetto, panama e soprabito un po' logori ma ancora eleganti, sguardo buono e penetrante. Parla con grande proprietà di linguaggio, conosce la musica e la pittura e sul suo biglietto da visista leggi: Aldo S... Relazioni pubbliche. Convince il suo compagno di tavolo che cerca una qualsiasi occupazione a cambiare abbigliamento, perchè "l'abito fa il monaco". E' una persona d'altri tempi che ispira simpatia.

Tu non sembri una persona in difficoltà, perchè sei qui  e come ti chiami ?
Mi chiamo Aldo S. e sono in grave difficoltà perchè di recente sono stato truffato per ben due volte. Ora sono proprio sul lastrico.
Raccontami se ne hai voglia, cosa ti è successo ?

Abitavo un bell'appartamento di famiglia nel centro storico di Roma in un palazzo del '400 a Via del Vantaggio. La mia è una famiglia romana da moltissime generazioni, una famiglia che ha dato alla chiesa vescovi e cardinali. Sapevo che avrei potuto realizzare un bel po' di soldi e ho cercato di vendere l'appartamento firmando una procura. Ma ho visto solo poche migliaia di euro, poi più nulla. Il mio procuratore si eclissato con tutti i miei isoldi. Ora il mio avvocato se ne sta occupando. Speriamo bene.
Perchè ha voluto vendere ?

Volevo avviare un'attività di foresteria. Io non so stare con le mani in mano. Mi sembrava una buona idea comprare una appartamento più grande e attrezzarlo con una decina di letti. Avrei potuto viverci bene. Ma sono anche testardo e quindi non mi sono lasciato abbattere. Con i pochi soldi ricavati dalla fallita vendita, circa trentamila Euro, ho affittato e arredato un appartamento a foresteria. Dopo tre mesi ho saputo che il mio contratto era invalido perchè la mia controparte non era proprietaria. Ho perso tutto.
Ma allora, come Pinocchio, anche tu che sembri attento alle apparenze sei caduto nella vecchia trappola del gatto e della la volpe. Un altro sarebbe più avvilito, come mai, nonostante tutto, sembri sereno ?

Innanzitutto io ho una grade risorsa, la fede. Penso che il Signore abbia un suo disegno su di me, come su ciascunio di noi tutti. Non serve ribellarsi alle sue prove. Di lui mi fido ciecamente. In secondo luogo sono una persona che non si lascia scoraggiare facilmente. Ho sempre trovato la forza di  ricominciare.
Caro Aldo, sono lieto di averti conosciuto. Se non ti vedrò più, vorrà dire che hai trovato di meglio. Dio ti benedica.

Il Signore benedica anche voi.

3)Un tenore mancato

Mentre un nostro ospite si sbarba allo specchio canticchiando a suo modo l'aria del Barbiere di  Siviglia, una voce possente  sale da una panchina del giardino e riprende l'aria in modo appropriato.  La voce canta con una perfetta  articolazione delle parole e con destrezza professioanle. Tutti i presenti ammutoliscono incuriositi.  Chi è mai costui?

Ho sentito che hai una bella voce da tenore. Sei un cantante d'opera ? Chi sei ?
Mi chiamo Mario, ma non sono mai stato un cantante professionista. Ho sempre avuto una bella voce da tenore sin da bambino. Anche allora avevo lo stesso timbro di oggi, una cosa veramentre eccezionale per un bambino, subito notata nel coro del mio paese in provincia di Macerata. Mi hanno mandato ad una scuola di canto finanziata dal Teatro Lauro Rossi che avevo sei anni e presto ho cominciato a cantare nei cori di opere importanti. Ma quando avevo otto anni ho perso mio padre e ho dovuto andare a lavorare a bottega da un artigiano intagliatore.
Ma la tua voce sembra  meritare un po' di attenzione da parte degli impresari seri. Perché non sei riuscito a introdurti nell'ambiente ?

Conme in tutte le situazioni, la dote non basta. Ci vuole fortuna, soldi e qualche spinta. Non ho mai avuto niente di tutto questo.
E cosa hai fatto?

Dopo l'apprendistato sono diventato un buon intagliatore del legno. Ho trovato un ottimo lavoro presso una ditta di pompe funebri che mi faceva lavorare sulle casse da mattina a sera. Poi sono stato chiamato a fare il servizio militare e sono partito. Al mio ritorno la ditta era fallita e ho trovato lavoro a Roma presso l'ACI come posteggiatore. E' andato tutto bene sino al 1998, quando il comune ha acquisito le aree parcheggio dell'ACI, le ha dipinte di azzurro e le ha autogestite con i parcometri. Siamo rimasti tutti senza lavoro. Per fortuna, i dipendenti hanno avuto la loro liquidazione, ma io, alla mia età, non ho trovato più un'altra occupazione.
E ora che vorresti fare ?

Io so fare molti lavoretti: muratura, falegnameria, idraulica. Il mio sogno è comprare un piccolo vecchio camper che potrei attrezzare a bottega ambulante e a casa di abitazione. Ho trovato anche il venditore, ma vuole 3000 Euro!
E il canto ?

La passione è sempre lì che cova sotto la cenere. Ma ormai la cenere è salita troppo in alto. Bisogna essere pratici, meglio tentare di fare l'idraulico. E' un mestiere di cui nessuno può fare a meno.
Buona fortuna, Mario.

4)Da medico chirurgo a venditore  ambulante

Sento che parli diverse lingue. Di dove sei?
Vengo dalla Cisgiordania, dove mi sono laureato in medicina. Poi mi sono trasferito a Rjeka (Fiume) per la specializzazione e poi in  Italia per completare gli studi. Così, oltre alla professione, ho imparato molte lingue. Sono tornato nel mio Paese a Betlemme per fare il medico chirurgo, ma a  questo punto ho fatto un grosso errore: ho pensato di trovare più fortuna all'estero e sono ripartito. Ho incontrato però solo diffidenza e delusione. Sono passato da un Paese all'altro sempre raccogliendo guai.
Forse qulche incidente sul lavoro ti ha fatto perdere la fiducia in te stesso.

Forse.
Però sei laureato e conosci molte lingue, perchè sei sulla strada? Le tue doti non ti hanno aiutato?

Ma lo sai che la metà degli stranieri in Italia è laureata e lavora da badante o da facchino? Io ho fatto di tutto, dal venditore ambulante all'aiuto cuoco, ma ogni giorno la strada era più in salita. Ora sono quasi vecchio e da molti mesi non trovo più una qualsiasi occupazione. Nonostante tutto spero ancora, perhè ho fede.
Se non hai perso la speranza, qualche possibilità l'hai ancora. Che ne dici di tornare a casa tua?

Ci ho pensato. Forse lo farò. Grazie.


5)Chi semina,  ...raccoglie
Come ti chiami e da dove vieni?

Mi chiamo Vlady. Sono russo, ma la mia casa è in Ucraina, sul Mar nero.
Perchè sei qui?

Sono venuto in Italia portando con me mia figlia Ilena per farla studiare all'Università per stranieri di Perugia. Sono giardiniere, ma ho incontrato molte difficoltà nel trovare lavoro, così mi sono adattato a fare di tutto. Mia figlia non aveva una borsa di studio e quindi abbiamo dovuto fare affidamento solo sui miei modesti guadagni e risparmiare ogni centesimo. Ora sono molto stanco, ma anche molto felice perchè mia figlia si è finalmente  laureata in legislazione mercantile.
Allora è vero che chi semina tra le lacrime raccolgie nella gioia.

Si, è vero. Ilena è tornata in Russia, lavora in una città vicino Mosca, si è sposata e ha un figlio: è felice come una Pasqua, come dite voi.
Ora tornerai nella tua casa sul Mar Nero ?

No, sono rimasto al verde e dovrò stare qui  almeno un altro anno per fare un pò di soldi da portare in Ucraina. Lì mi aspettano giorni di fame. Sotto questo aspetto rimpiango il regime comunista che ha sempre assicurato lavoro a tutti.
Vorresti tornare iundietro ?

No, vorrei poter saziare la fame nella libertà. Durante il regime comunista mio zio è stato messo in galera per sei anni solo perchè si era sposato in chiesa. Mia zia l'hanno lasciata in pace perchè era incinta, ma non le hanno dato lavoro.  No, non  voglio tornare indietro, ma il futuro mi fa paura perchè sono quasi vecchio.
Ti auguro buona fortuna, Ivo

Grazie, anche per quello che fate qui. Per me è importante. Ci faccio affidamento !

6)Non sono acqua tiepida
Quello che segue è un personaggio davvero singolare. Un uomo di cinquant'anni, carattere arrogante, voce possente, statura alta, aspetto curato, barba fluente, coda di cavallo, bocchino di bamboo, bastone da passeggio e bisaccia da pellegrino, dove è custodito un prezioso tesoro: un diario pieno zeppo di riflessioni angeliche e tenebrose, di poesie in rima e di canzoni per voce di baritono. Il tutto rigorosamente scritto in lingua italiana quasi corretta!


Come ti chiami ?

Non mi chiamo mai.
Chi sei, allora ?

Ti dirò cosa non sono. Non sono acqua tiepida
. Mi piace vivere fragorosamente, dolorosamente, appassionatamente. La gente tiepida mi infastidisce.
Ti trovi bene qui da noi ?

No, troppe regole, troppe persone tiepide, troppo di tutto. Vengo due o tre volte all'anno, ma resto sempre deluso  
Da dove vieni?

Vengo dalla Kraina della ex Jugoslavia a seguito di una guerra spietata. Ho perso tutto quello che avevo e non potrò più rivedere la mia terra, ma sono libero.
Cosa fai per vivere?

Io sono un poeta. Sono uno spirito libero. Faccio ciò che voglio, quando voglio: canto, suono, scrivo musica e versi. Nessuno sta meglio di me.
Arrivederci poeta!


7)Fine di un burattinaio
Come ti chiami e da dove vieni ?

Mi chiamo Ivo e sono italiano.
Perchè sei qui ?

Vengo qui da quando mi sono ammalato. Ho tre vertebre cervicali fuori fase che non possono essere operate. Sono stato dichiarato invalido al 50%. Io ero burattinaio. Costruivo da solo i miei burattini e facevo spettacoli con il teatrino in giro per la città. Poi  la malattia mi ha bloccato. Non posso più tenere le mani in alto infilate nei burattini e così ho perso il lavoro e il mondo mi è caduto addosso.
Ma come vivi?

Per il momento mi arrangio. Non posso  lavorare come burattinaio, ma potrei passare il mestiere ad altri e potrei insegnare l'arte di costruire marionette. Se qualche ente pubblico o privato volesse finanziare il teatrino ambulante io avrei molto da dare. Spero sempre che si apra qualche finestra , ma mi rendo conro che l'arte non attira più la gente come prima.
Il tuo obiettivo immediato?

Aspetto che mi diano la pensione di invalidità. Quella mi aiuterebbe non poco.
Auguri, Ivo.

8)Ho dato una mano alla Provvidenza
Buon giorno, come ti chiami ?

Sono Pavlev.
Vuoi mangiare, bere un caffè, fare la doccia ?

No grazie. Volevo incontrare qualcuno del centro di ascolto, ma ho sbagliato porta. Però conosco bene questo Centro, perché sono stato uno dei vostri un tempo.
Mi racconti brevemente la tua storia.?

Ho lasciato la Polonia sette anni fa per cambiare vita, ma i primi tempi sono stati durissimi: niente lavoro, niente amici, nessuna prospettiva. La mia casa era la strada e il futuro era buio. Poi finalmente è arrivato il lavoro, un lavoro che a poco a poco è diventato regolare, con i contributi e tutto il resto. Ora la mia vita è cambiata: mi sono sposato, ho una bellissima bambina di due anni  e vivo in una  casa vera! Sono felice.
Sei stato fortunato.

Credo alla Provvidenza, ma la fortuna non c’entra. Ho tenuto duro per tre lunghi anni superando tantissime delusioni e disavventure. Non mi sono mai fatto vincere dallo scoraggiamento, perché ho avuto fede e la fede mi ha dato tanta forza! Si, la Provvidenza mi ha aiutato, ma anch'io ho dato una mano e ne sono orgoglioso.
Ciao Pavlev, lieto di averti conosciuto.

Ciao, buon lavoro.



9)Sono un estraneo a casa mia

Come ti chiami ?

Ianescu, sono romeno. Vivo in Italia da tre anni.
Hai trovato lavoro ?

Solo piccoli lavori e per brevi periodi. Non posso fare lavori pesanti, perchè ho il cuore malandato.
Qual è il tuo mestiere ?

Sono elettricista, ma non ho molta esperienza. Lavorare in piedi mi stanca. Vorrei stare seduto.
Ma in Romania lavoravi seduto ad un tavolo?

Si, in un magazzino.
Perchè non torni nel tuo Paese ?

Non ho più le conoscenze che prima mi aiutavano. Se tornassi sarei un estraneo, peggio di qui.
Dove vai uscito da qui?

Faccio un giro e poi vado alla mensa di S. Egidio
Buona giornata, Ianescu


10)Tu stai sull'altra sponda
Brasiliano, sguardo vivo, pieno di verve. Frequenta le biblioteche comunali. Iscritto all'Università La Sapenza. Un personaggio veramente singolare al quale rivolgiamo le domande  di sempre: come va, cosa fai, da quanto tempo sei in Italia; la risposta è una cortese accusa alla società ospitante.

Come ti chiami e da dove vieni ?
Vengo dal Brasile e mi trovo in Italia da 19 anni. Puoi chiamarmi Afonso, Bruno, Paulo. Come ti pare.
Come mai ti trovi a vivere sulla strada ? Hai cercato un lavoro? Qul è la tua storia?
La mia storia è lunga. Non sono stato sempre un poveraccio. Fino a dodici anni fa avevo una mia impresa di trasporti con dieci dipendenti. Me la cavavo piuttosto bene e davo lavoro ad altre persone. Però ho subito avuto la vita difficile con le autorità per permessi, licenze, tasse, verifiche, pratiche ecc., con la polizia che mi fermava spessissimo per vedere se trasportavo droga  e con la gente verso la quale dovevo essere pronto a giustificarmi, a spiegare a convincere. Sarebbe stato comunque tutto accettabile, ma  col tempo sono arrivate anche ostilità e diffidenza. In particolare, non ho potuto avere le opportunità finanziarie degli altri imprenditori, non ho potuto disporre di aiuti da nessuno! Se vuoi comportarti onestamente, ma non hai le stesse opportunità degli altri, il mercato ti elimina spietatamente. E' stato così che ho perso tutto. Anzi no. Mi sono rimasti i debiti !
Ma non hai provato a cercarti un altro lavoro, a cambiare tipo di vita, a inventarti un mestiere?

Vedo che non conosci la situazione di chi vive sulla strada. Tu stai infatti sull'altra sponda e io invece sto di qua. Tu non puoi capire o immaginare, tu sei  mille miglia da me, da noi, dalla strada. Sei in un altro mondo. Non ho scelto io di vivere così !  Nessuna persona sensata farebbe questa scelta. La vita stessa ti butta sulla strada e se non fai in fretta ad uscirne, ci rimani per sempre. Certo che mi sono dato da fare; per anni ho cercato, chiesto, provato, ma non ho avuto fortuna.  Inoltre il colore della mia pelle e la vita di strada non mi hanno aiutato a trovare amici influenti.  
Noi non possiamo fare molto, ma ti aiuteremo a trovare i centri di ascolto che possono farti lasciare la strada. Devi avere più fiducia e quando avremo completato la nostra conoscenza, vedremo come muoverci.
Grazie. Ma io ho il mio percorso da completare. Sono iscritto a ingegneria a La Sapienza, mi mancano due esami e poi me ne vado dall'Italia, perchè con questa crisi qui non avrei  pospettive.
Allora auguri !

Grazie, ma auguri anche a te, perchè mentre io non ho nulla da perdere, con questa crisi tu rischi molto.   


11)Dalla Legione Straniera alla Speranza

Ladis è di origine ceca e si trova in Italia da qualche tempo ma non ha imparato a sufficienza la nostra lingua . Così, per parlare, si fa aiutare da Maria, una brasiliana che a sua volta si esprime con difficoltà. La storia che abbiamo registrato è straordinaria e irreale, tanto da sembrare inventata. Ma poichè chi la racconta porta sul suo corpo le prove delle sue vicissitudini, si è portati a pensare che sia vera.
Ladis è un uomo di 39 anni, robusto, dall'aspetto buono e paziente. Quando gli si parla non si può fare a meno di provare una piacevole sensazione di "fraternità", quella che emana da chi sente molto forte il  gruppo familiare di appartenenza. Nel caso di Ladis, il gruppo di appartenenza è stata la Legione Straniera, nella quale da sempre la prima regola che si impara è la solidarietà verso i compagni, senza distinzione di nazionalità, razza, religione, tradizione o cultura: il compagno non si abbandona mai !
Pur avendo avuto una esperienza di carattere essenzialmente militare, Ladis non si è lasciato indurire, al contrario, ha saputo  accentuare il suo senso naturale della solidarietà. Anche qui alla Speranza Ladis si prodiga ad aiutare chi è meno forte di lui, come Enzo, che si è fratturato le spalle e non riesce a superare lo scoglio della terapia. Ma Enzo non ha la tempra di Ladis.
Ecco l'intervista, una lettura che fa riflettere.

Un incidente, uno dei tanti.
Ladis, non ti abbiamo visto per diverse settimane, che hai fatto ?

Ho avuto un grave incidente e ho passato una settimana in ospedale.
Racconta.

Mi trovavo in tenda in una zona boscosa dalle parti della Balduina. e stavo riscaldando del cibo sul fornelletto ad alcool. La fiamma si è spenta e allora ho versato nel fornelletto  altro alcool, ma non mi sono accorto che  una piccolissima fiammella alimentava ancora il fornlletto.. C'è stata una esplosione che ha incendiato tutto. Ho capito di aver perso ogni cosa, ma soprattutto di essere stato colpito in modo serio alle gambe. Sono uscito di corsa spegnendo il fuoco con uno straccio, ma la pelle cadeva a pezzi ed il dolore era enorme. Ho capito che dovevo correre al Pronto Soccorso e ho chiesto aiuto agli automobilisti di passaggio sulla via Trionfale, ma in quelle terribili condizioni e con il mio italiano incomprensibile, nessuno ha osato soccorrermi. Ho cercato allora di trovare dell'acqua per lenire il dolore e finalmente in un campo ho trovato una vasca dove ho immerso le gambe. Poi sono svenuto.
Era quasi sera, ma quando mi sono riavuto era giorno e il sole era alto.  Mi sono trascinato fino all'Osperdale Oftalmico, dove mi hanno calmato il dolore e mi hanno rispedito con l'ambulanza al Centro Ustionati del Sant'Eugenio. Qui sono rimasto una settimana, sempre con la morfina in vena e con tre siringhe di antibiotico al giorno, siringhe da cavallo !  E' stata una "settimana di fuoco", perchè i medici venivano ogni giorno a scorticarmi le gambe e a ricoprirle con medicamenti. Ora però eccomoi qua, quasi nuovo, a parte il colore delle gambe che tornerà come prima in poche settimane.
La Legione è stata una buona scuola

Ladis, è una storia incredibile la tua. Come hai resistito al dolore e come hai superato l'infezione in così poco tempo ?
Devi sapere che io vengo dalla Legione Straniera dove sono stato allenato a controllare il dolore e dove ho accentuato le mie difese naturali. Di questo sono molto grato alla Legione.
Mi chiedo quanti pericoli avrai corso in questo tuo passato così inconsueto. Me ne citi qualcuno ?

Si. Una volta ho ricevuto sulla spalla un colpo di macete che mi ha quasi staccato il braccio sinistro. Un'altra volta ho preso un terribile colpo in testa che mi ha quasi sfigurato. Oggi tutto questo si nota poco, perchè la chiurgia plastica ha fatto miracoli. Sono anche sopravvissuto a tante altre disavventure e sai perchè ? Perchè mi hanno insegnato a "non mollare".
Vedo le cicatrici e ti credo, però mi sorprende il tuo atteggiamento sempre sereno. Nelle tue condizioni avresti potuto sviluppare un carattere acebo, scontroso ed egoista. Tu, invece, non sembri preoccupato del tuo futuro, tu sei fiducioso. Perchè ?

La Legione mi ha insegnato a cercare aiuto solo in me stesso e nei miei compagni; è questa la vera sicurezza.
Perciò tu credi solo in te stesso ?

No, credo anche in alcuni valori: l'amicizia, il coraggio, la lealtà.
In giro per il mondo senza rimpianti

Perchè  ora  vivi sulla strada, tu che hai così tante risorse ?  Non hai messo da parte dei soldi ?  Non hai una pensione ?

No, per la pensione non ho raggiunto il minimo di dieci anni, perchè le due operazioni mi hanno costretto al ritiro anticipato. I soldi li avevo, ma li ho spesi girando per il mondo in bicicletta.
Ecco questo mi sorprende ancora di più. Girare il mondo costa anche in bicicletta e non dà da vivere. Tu sembri un uomo che ha la testa ben piantata sulle spalle. Forse avresti fatto meglio a cercarti un lavoro.
Forse, ma ho scelto di vivere alla grande. Sono stato in tutta Europa, dalla Svezia all'Italia, dal Portogallo all'Austria, in tutto il Nord Africa fino al Marocco, alle Canarie e in Sud America. Ho consumato sette biciclette. Ma ho dei ricordi splendidi che nessuno può portarmi via.
Ma non pensi al tuo futuro ?

No, l'avventura continua.


 
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