Gli incontri con Giulia - Associazione La Speranza

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Gli incontri con Giulia

La bacheca > I volontari si interrogano

Con il terzo incontro del  23 settembre scorso, ad un anno dal suo inizio,  si è concluso il percorso di formazione che la nostra Associazione ha voluto offrire ai volontari per affinare l'attività di assistenza, soprattutto alla luce dei cambiamenti avvenuti nella società italiana. Nel mese di ottobre La Speranza ha compiuto i suoi primi dieci anni di vita e quindi, per sottolineare l'evento, è sembrato opportuno celebrare la ricorrenza con un dibattito generale sull'intero percorso.
Guidati dall'abile e professionale animazione della Signora Giulia Forino del Centro Servizi  Volontariato del Lazio, i soci hanno riflettuto sul cammino effettuato e su quello ancora da percorrere.


In un'atmosfera di autentica amicizia e di sincero coinvolgimento, Giulia ha sintetizzato così il percorso formativo della nostra Associazione:
¢   Siamo partiti col chiederci cosa vuol dire per ciascuno di noi essere un volontario. Le risposte sono state diverse, ma tutte hanno sottolineato il bisogno di mettere parte del proprio tempo a disposizione dei bisognosi in uno spirito cristiano di accoglienza e di gratuità.  
¢   Ci siamo poi chiesti cosa vuol dire "servizio" e abbiamo concluso che servire è agire in concreto a favore dei meno fortunati con pazienza, sensibilità, rispetto, ascolto e disponibilità.
¢   L'interrogativo si è poi spostato sul significato di "accoglienza" che non può essere ridotto al semplice "fare", al preparare e offrire le colazioni e le docce. Perché il fare sia anche accoglienza, deve essere accompagnato da un certo carico emotivo, che nasce solo dallo sforzo di immedesimarsi nelle condizioni degli altri. Accoglienza diventa così ascoltare,  evitare domande imbarazzanti,  servire con serenità,  dare segnali di accoglienza curando la pulizia, l'ordine, l'apparecchiatura. Ricordiamo le amabili parole di Martin Luther King: "Cerchiamo di essere il meglio di ciò che è possibile essere". Sono parole che hanno riscritto in parte la nostra storia. Volendo sintetizzare il significato di "accoglienza", possiamo tradurlo nell'attività di "saper ascoltare". E' un punto fondamentale del volontariato, specie oggi che la nostra società vive in modo tanto distratto e insensibile.
¢   Abbiamo quindi concluso con una riflessione sul'importanza di assicurare una atmosfera di lieta "armonia" tra tutti i volontari. Essere volontari non è solo dare aiuto ai bisognosi. E' soprattutto aprirsi agli altri, a tutti,  con amore cristiano, per essere testimoni di solidarietà in un mondo sempre più diviso, indifferente e incredulo.


A questo proposito, Franca Sneider, presidente dell'Associazione, ha voluto ricordare un grande laico socialmente impegnato, Ermanno Olmi, che a ottant'anni, con il suo recente film "Il villaggio di cartone" ha voluto dare una vivida testimonianza di amore verso i tanti miserabili immigrati. La storia è semplice e commovente. Una chiesa  non serve più,  viene quindi spogliata di tutti i suoi arredi e dismessa. Ma, straordinariamente, essa rivive per mezzo di un gruppo di clandestini che cercano rifugio. Quando nella sacrestia nasce il figlio di una clandestina, il luogo di pace diventa una moderna "natività". Ma è una natività di cartone che con l'umidità si scioglie.
In questo "sciogliersi" Olmi vede finire anche le nostre sicurezze e vuole reagire. Lui, ottantenne, vuole "cambiare il mondo" prima che il mondo cambi noi. Questo film è un manifesto, un miracolo dell'amore, la sola cosa che può salvarci. Non è una lezione di morale, ma una frustata alle nostre coscienze
Ecco perchè, nonostante le molte difficoltà, L'Associazione deve continuare a lavorare senza perdere la fiducia.  Anzi, dobbiamo nutrire la nostra speranza ogni giorno. Martin Luther King diceva che La speranza non è rassegnazione o attesa passiva, ma una forza concreta di rinnovamento e di riscatto.

 
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